Le successioni transfrontaliere italo-svizzere, tra il Trattato del 1868 e il diritto giurisprudenziale italiano

Gennaio 2026
Rivista Notariato | IPSOA, 1/2026 - Wolters Kluwer 

Il Trattato italo-svizzero del 1868 continua a essere l’unica fonte che regola le successioni transfrontaliere tra i due Paesi, un testo risalente rimasto intatto nonostante l’evoluzione della società e del diritto. Tali norme sono alla base di numerose e note controversie nei due stati, come le recenti cronache testimoniano.

Nel contributo pubblicato su Notariato 1/2026, Andrea Vicari propone una lettura evolutiva del Trattato, fondata sulla giurisprudenza e che dimostra come le stesse disposizioni possano essere interpretate in modo più liberale rispetto alla rigida lettura a cui tanti operatori in Italia rimangono fedeli.

Le sentenze italiane evidenziano aperture che consentono di ripensare l’applicazione del Trattato in modo più coerente con le esigenze attuali e in linea con la posizione già da tempo consolidata delle corti svizzere.
Il contributo individua criteri utili a una pianificazione successoria coerente con gli orientamenti giurisprudenziali destinati a consolidarsi, evitando interpretazioni divergenti del Trattato nei due ordinamenti.
 

 
Avvocato

Andrea Vicari

Profilo

In breve
- Trattato italo-svizzero del 1868: ancora base per successioni Italia–Svizzera.
- Norme datate: spesso fonte di controversie.
- Lettura evolutiva: interpretazione più flessibile proposta.
- Giurisprudenza: aperture in Italia e coerenza con la Svizzera.
- Pianificazione: ridurre conflitti interpretativi transfrontalieri.
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